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 Camusi (Stefano Giust & Madame P), Vonneumann, McBett, Scifoni, Arcangeli @ Rialtosantambrogio, Roma |
Scatole Sonore terza stagione, quarto atto: torna l’appuntamento mensile al Rialto per il contenitore impro che gioca d’azzardo con musiche, arti visive e performative non convenzionali.
Scatole Sonore @ Roma, 7/2/2008 |
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Serata densissima come sempre, quella del 7 febbraio scorso: s’inizia puntuali (cosa molto rara per gli happening romani!) con il video di Eli McBett, S-KIPS 2007, che documenta una performance avvenuta a Dublino, nell’ex carcere di Kilmainham. In quel frangente gli spettatori diventavano, a detta dell’autrice, “testimoni di un’esecuzione”, ossia partecipavano alla distruzione di alcune opere della McBett. Un lavoro che sembra essere il contrario di una catarsi, un report carico di tensione emotiva, che ci fa conoscere un luogo inquietante che ha raccolto storie e speranze di tante persone.
Da ricordare anche la mostra fotografica, che in quest’occasione ha ospitato Tamara Scifoni, esperta in autoritratti e nell’indagine sul corpo, che in “Spazio Muto”, amplifica la propria ricerca, che inizia dallo specchio per giungere a sé. Incuriosisce e promette bene.
Segue la performance di Flavio Arcangeli: si tratta di uno studio di danza butoh, sebbene non sia propriamente ortodossa, ispirato a due esperienze molto importanti per l’autore. Una è il film di Pier Paolo Pasolini “Il Vangelo secondo Matteo”, l’altra un’escursione sull’Etna, scenario che ha ispirato in qualche modo questo suo lavoro.
In Scatole Sonore, tuttavia, la musica resta la parte centrale, quella di confronto totale e di approfondimento su ciò che è l’improvvisazione in Italia, oggi.
Nientemeno! Direte, eppure il progetto funziona: il set parte coi romani Vonneumann, già trattati su Succo Acido molto tempo fa, qui in un’inedita line-up a tre, senza batteria.
Ogni concerto dei vonneumann fa storia a sé, raramente si trovano riferimenti coi dischi usciti finora, perciò ogni volta è quasi un’altra musica. L’inizio mi ricorda i Gastr del Sol, poi gli intrecci delle chitarre, i drones creati dai laptop ed il basso percosso violentemente portano in altri territori: a tratti questo post rock cerebrale e rovente si fa entusiasmante, i brani sono canovacci su cui imbastire trame, ora ambient noise ora psichedeliche.
Il duo che ha il compito di proseguire il cammino sono i Camusi, vale a dire Madame P e Stefano Giust. Anche loro nomi già noti da queste parti, ma il connubio artistico è storia recente.
Il live è sfolgorante: i ritmi frammentati di Giust mutano con la naturalezza di un battito d’ali; è free jazz, è impro radicale, è addirittura trip hop, ogni pezzo porta la sua impronta, indelebile. Non è da meno la Madame per eccellenza: la sua voce trasuda passione e veemenza ad ogni passo, è un graffio, una carezza, uno schiaffo ed un urlo al contempo.
Tutto questo con l’ausilio di un microfono, un campionatore ed aggeggi vari, poche modifiche accorte che trascinano il suono dei Camusi nel baratro dell’anima, per poi risalire al cielo.
Il nome, a proposito, è un anagramma di “musica”, ed è forse scontato affermare che il duo è un gioco enigmistico da risolvere, con tutte le definizioni al posto giusto, una forma di improvvisazione che riesce nel miracolo di non apparire raffazzonata o capitata per caso. Da non perdere, se li avvistate in concerto.
Com’è tradizione, chiude l’incontro di Scatole la jam tra i partecipanti: ne esce qualcosa di, inaspettatamente, assai distante da entrambi. Un miscuglio jazz-rock fuori dagli schemi, forse perché suonare insieme porta a galla elementi che non si sospettavano di avere. |
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| Bibliography, links, notes: |
pen: Italo Rizzo
related articles:
Vonneumann
Madame P
Setola Di Maiale - Stefano Giust
links:
http://www.myspace.com/camusi
http://www.myspace.com/vonneumann
http://www.myspace.com/mcbett
http://www.setoladimaiale.net/
http://www.aferecords.com/madamep/ |
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posted by SuccoAcido on 15/02/2008 7.29.44 |
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COMUNICATO STAMPA DEL RIALTOSANTAMBROGIO Giovedì 14 Febbraio 2005, all'indomani delle dimissioni del Sindaco Veltroni, la questura di Roma ordina "la cessazione immediata delle attività" dell'associazione rialtoccupato. Questo atto va a colpire l'operatività quotidiana di una struttura che dal 1999 svolge un intervento politico culturale nella città di Roma noto a tutti, e manifesta chiaramente l'incapacità della amministrazione pubblica a comprendere le forme contemporanee di aggregazione sociale. Tra le motivazioni dell'atto si legge: "ritenuto che l'attività di cui trattasi, per i motivi anzidetti, costituisca grave pregiudizio per l'ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini e che pertanto si renda necessario impedire il protrarsi di tale situazione", e ancora "i fatti descritti qui presi in considerazione esclusivamente da uno specifico angolo visuale, costituito dalla loro potenziale pericolosità per i beni che la norma art 100 TULPS (tumulti o gravi disordini,o che costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini) mira a tutelare". Noi riteniamo di essere oggetto di un grave arbitrio e, consapevoli di quello che in questi anni abbiamo sviluppato, continueremo a operare secondo le nostre specificità, tra l'altro riconosciute dall'ammistrazione comunale in ambito dell'assegnazione tramite ordinanza del sindaco degli spazi di via sant'ambrogio 4, dalla fondazione Festa del Cinema con cui si è sviluppato il progetto Extra large all'interno dell'ultima Festa del cinema di Roma, dagli innumerevoli operatori culturali non solo di Roma, dalle Accademie europee e soprattutto da quella parte di cittadinanza che interagisce con il Rialtosantambrogio. Solo due giorni fa, 12 febbraio, gli Assessori alla Cultura Vincenzo Vita (Provincia), Giulia Rodano (Regione) e Silvio Di Francia (Comune), firmavano un documento dove veniva sottolineata la necessità "che i centri culturali, i centri sociali e gli spazi privati che da tempo sostengono la scena indipendente e di ricerca svolgendo un'azione di sostegno e visibilità della produzione contemporanea, vengano supportati e messi in condizione di incrementare e migliorare il loro operato sul territorio". Il documento è stato redatto sulla base dell'appello di oltre 150 tra realtà di produzione artistica, associazioni e singoli. Appare evidente che questo atto rappresenta l'inizio di una nuova fase di attacco a tutti quegli spazi sociali, occuppati e autogestiti che da decenni operano nella capitale. Non si può agitare la problematica dell'ordine pubblico per soffocare esperienze sedimentate e vitali della città di Roma né si può pensare che associazioni e spazi si chiudono tramite ordine del questore. Noi andremo avanti con le nostre attività, pronti anche a rientrare in una logica di occupazione che già da tempo abbiamo dato disponibilità di superare, e invitiamo tutta la città – e in particolar modo gli spazi assegnati tramite delibera 26/95 – a una riflessione su quanto accaduto. Pertanto invitiamo tutte le associazioni e singoli all'assemblea pubblica a sostegno del Rialto che si terrà domani, 15 febbraio, alle ore 18, via Sant'Ambrogio 4. PER ADESIONI A SOSTEGNO tel: 06.68133640 - mail: info@rialtosantambrogio.org - cell. 3396415668 |
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