Obiettivo del laboratorio è rintracciare, attraverso lo sguardo di chi vi partecipa, una mappa visiva ed emotiva del paese di Piana degli Albanesi che si costruisca nell’accostamento e nel confronto dei luoghi della memoria e dei luoghi dell’esperienza quotidiana. Ai soggetti coinvolti verrà fornito uno strumento per raccontare il proprio paese e il proprio vissuto con l’aiuto dell’artista Giuditta Nelli e del gruppo di IMPOSSIBLE SITES.DLR.
1 ) Foro stenopeico. La stenoscopia è un procedimento fotografico che sfrutta il principio della camera oscura per la riproduzione di immagini. La fotocamera utilizza un foro stenopeico (dal greco stenos opaios, dotato di un piccolo foro), in pratica un semplice foro posizionato al centro di un lato della fotocamera, come obiettivo. Già stato utilizzato a scopi didattici, si confronta in modo antitetico con la velocità della fotografia digitale.
Il progetto DLR - Simply in a box si rivolge ai ragazzi della scuola elementare o media di Piana degli Albanesi e propone di stimolarne la creatività per giungere ad un’attiva personale lettura del paese, alla ricerca di nuovi percorsi possibili tra luoghi del tempo, dello spazio e della relazione. Il progetto si realizza, in parallelo, con gli anziani del paese, ugualmente coinvolti nella realizzazione del Laboratorio Urbano. I due gruppi coinvolti e formati, l’uno costituito dai bimbi e l’altro dagli anziani, immortalano luoghi impossibili attraversati e vissuti all’età di 10 anni costituendo così una fascia temporale sulla quale incontrarsi a distanza di 2 generazioni. Bambini e adulti rileggono quindi, attraverso la fotografia, i luoghi a loro cari del paese che vivono, scelgono gli scorci cui sono più legati e ne fermano l’istante con il foro stenopeico. I ragazzi diventano riferimento generale per l’intera azione urbana. I protagonisti dell’intervento giungono ad incontrarsi non solo sul territorio fisico, ma anche su quello legato all’immaginario, all’emotivo e ad un livello altro di quello temporale; in un gioco che diventa privato, ma manifesto. Il paese e i suoi vicoli, la piazza, il museo, la strada che ad esso conduce diventano soggetto di un’osservazione creativa; i suoi abitanti, i volti noti che ogni giorno danno respiro e colore all’attraversare e vivere lo spazio pubblico, diventano co-protagonisti di azioni che giungono a disegnare, con immagini fotografiche in dissolvenza, i luoghi del paesaggio secondo le risonanze che ciascuno ha dentro di sé. Si provocano trasformazioni dello spazio fisico/relazionale/emotivo. |